Tamburi a Cornice

 

 

 

I tamburi a cornice (frame drums in inglese) sono presenti in tutto il mondo, in fatture diverse e suonati con stili e tecniche differenti. Hanno origini antichissime come testimoniano antiche incisioni su reperti archeologici risalenti al 3000 A.C., in cui sono raffigurati suonatori di tamburelli a forma quadrata. Essi erano diffusi in tutte le civiltà antiche, dai sumeri agli ittiti, dagli egiziani agli ebrei.

Nell'antico Egitto, questi tamburi venivano suonati da sole donne (sacerdotesse) durante le cerimonie religiose e le danze funebri. Anche tra gli ebrei il tamburo a mano chiamato “tof” veniva suonato da sole donne.

Questo uso risale ai primordi dell'umanità, quando ogni elemento veniva attribuito al femminino od al suo opposto, maschile. In diverse etnie del mondo, infatti, il battito del tamburo rappresentava simbologicamente il battito del cuore della terra, madre del creato, mentre l'aria, il cielo ed il sole raffiguravano il padre ed il maschile. Il canto ed il flauto, il cui suono volteggia nell'aria, erano il maschile e, se questo veniva accompagnato dal battito del tamburo, rappresentava la totalità dell'Universo. Infatti, in vari popoli il flauto con la sua forma fallica simboleggia l'uomo, mentre il tamburo per la sua forma circolare che richiama l'organo riproduttivo femminile, la donna.


 

I tamburi a cornice hanno il telaio di due forme: quadrata o circolare. Su entrambi i modelli viene tesa una pelle di capra o di agnello su un solo lato (monopelle).

Successivamente, a questi strumenti vennero applicati dei sonagli intorno al bordo, come troviamo oggi nel ghaval in Azerbaijan, nel daf in Iran o nella daira in Caucaso. Altre trasformazioni videro l'inserimento nel tamburo a cornice di cimbali (piattelli), in latta od in bronzo per gli strumenti professionali, lungo le insenature praticate nella cornice del tamburo. Di qui, il tamburello basco, la tamorra italiana, il pandeiro brasiliano ed in medio oriente il Riqq ed il Mazhar.

 

Il suono dei tamburi a cornice accompagnava nell'antichità - ed ancora oggi - i rituali religiosi e le cerimonie curative di popoli e culti differenti.

Il timbro profondo e ricco di armoniche e talvolta tintinnante, per la presenza di anelli lungo il bordo, era tale, infatti, da permettere l'esecuzione di ritmi ipnotici per suggestionare ed indurre lo stato di trance negli iniziati e nei pazienti.

Tuttavia, questi strumenti sono presenti anche nella musica popolare di molti paesi, soprattutto in Medio Oriente, da cui provengono eccellenti suonatori di tamburi a cornice.

Stolfo Fent